Ten-T Italia, quattro terminal nei "core" e sei porti nei "comprehensive"

Il processo di revisione in corso include per l'Italia diversi piccoli scali, tra cui Ischia, Capri e Procida. Uno degli ultimi annunciati dall'autorità portuale di Trieste è l'interporto Fernetti

Con l'inserimento di Fernetti tra i terminal core della Ten-T, cioè l'inclusione come nodo principale nella rete transeuropea di trasporto, il sistema che unifica i collegamenti ferroviari tra i Paesi membri dell'Unione europea si amplia sempre di più. L'inserimento dell'interporto di Trieste è uno dei tanti tra hub logistici e porti italiani inclusi nella categoria, all'interno del processo di revisione delle Ten-T della Commissione europea che ha portato, tra gli altri, anche all'inclusione del porto di Civitavecchia.

È un processo di revisione, quindi da approvare ancora definitivamente, ma non ci si aspettano ripensamenti. La differenza di base nelle reti Ten-T è tra nodi core e comprehensive: i primi sono i nodi principali, gli altri quelli secondari. La differenza sostanziale è sui finanziamenti infrastrutturali, cosa che permette all'Ue di razionalizzare le risorse, non distribuendole a pioggia e non rischiando di renderle inefficaci o quanto meno dispersive.

La presentazione delle modifiche al regolamento sulle reti Ten-T, annunciata nei giorni scorsi dalla Commissaria ai Trasporti, Adina Vãlean, è stata comunicata anche dal ministero delle Infrastrutture, che ha evidenziato la lista completa dei nodi italiani inseriti nella revisione, che comprende porti marittimi e di navigazione interna, nodi urbani, aeroporti, terminali ferroviario-stradali. Oltre a Civitavecchia e alla dorsale adriatica, entrano nei core anche quattro terminal merci: il già citato Fernetti, poi Santo Stefano Magra (La Spezia), Segrate (Milano e Agognate (Novara). Nella rete comprehensive vengono inseriti sei nuovi porti (Capri, Ischia, Ponza, Porto Empedocle, Porto Santo Stefano e Procida), tre aeroporti (Isola D'Elba, Perugia e Rimini) e otto interporti (Busto Arsizio unito a Gallarate, Faenza, Foggia Incoronata, Forli Cesena Villa Selva, Ortona, Castelguelfo, Pordenone, Portogruaro).

Il riconoscimento di Fernetti, spiega l'Autorità di sistema portuale dell'Adriatico Orientale, consentirà all'interporto di accedere ai cospicui finanziamenti del Programma CEF (Connecting Europe Facility), che mette a disposizione 25,81 miliardi di euro nel periodo 2021-2027.

Per Zeno D'Agostino, presidente dei porti di Trieste e Monfalcone, si tratta di «un ottimo risultato che rafforza il sistema logistico della nostra Regione, all'interno del quale l'interporto di Trieste è cresciuto, ritagliandosi un ruolo sempre più importante dal punto di vista dell'integrazione con gli altri nodi e in un'ottica internazionale. Ma è anche un riconoscimento per il lavoro svolto in questi anni e per l'investimento che la stessa Autorità di Sistema Portuale ha fatto sia all'interno della società che nelle altre aree che afferiscono all'Interporto. È un primo passaggio ma ci auguriamo che l'iter di approvazione definitivo confermi la proposta della Commissione».

L'interporto di Fernetti si trova al confine con la Slovenia. Negli ultimi cinque anni è diventato un hub chiave per il sistema intermodale regionale, da un lato saldando nuove alleanze strategiche con l'entrata nel capitale di un importante player internazionale come Duisport, e dall'altro acquisendo il controllo di nuove aree come FREEeste a Bagnoli della Rosandra e Cervignano.

La Commissione ha inoltre proposto l'ampliamento della rete dei nodi urbani, con l'inclusione di altri 40 centri urbani italiani superiori a 100 mila abitanti, o capoluoghi di regione con caratteristiche demografiche anche inferiori, per favorire la piena coesione territoriale. L'inserimento dei centri urbani nella rete comporta l'annessione delle relative tratte di collegamento ferroviario-stradale e l'adozione dei Piani Urbani di Mobilità sostenibile, puntando ad affrontare alcune delle sfide per una mobilità urbana.

Infine, altre novità riguardano l'istituzione di nuovi corridoi europei di trasporto, che unificheranno i corridoi della rete core ed extended con i corridoi ferroviari merci, la creazione di un nuovo livello di rete intermedio detto extended core network, con una scadenza intermedia al 2040, e nuovi requisiti con un elevato livello di ambizione per tutte le modalità di trasporto che richiederanno una attenta valutazione degli impatti temporali e finanziari. La proposta contiene anche la conversione delle autostrade del mare nello "spazio marittimo europeo", con meno vincoli sui porti coinvolti dalle rotte.

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