Puglia, i porti con numeri da record

Movimentati oltre 34 milioni di tonnellate di merce e transitati 2,5 milioni i passeggeri

L’economia del mare continua a rappresentare un’importante opportunità di sviluppo non solo sul piano nazionale ma anche regionale. Infatti, il 53% dell’import-export della Puglia (pari a 8,2 miliardi di euro) viaggia via mare (la media nazionale è del 36%).

L’importanza del mezzo marittimo è confermata anche dagli scali portuali pugliesi del sistema dell'Adriatico meridionale (porti di Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta e Monopoli) e del Mar Ionio (porto di Taranto) che, nonostante la pandemia, hanno consolidato il loro ruolo strategico in Italia e nelle reti internazionali.

Il 2021, secondo anno di pandemia, per esempio, è stato archiviato con un volume complessivo di crescita di 34,3 milioni di merci movimentate (+3%) e con 4.328 accosti, il 5,3% in più rispetto all’anno precedente. Complessivamente, nei cinque porti del sistema dell’Adriatico meridionale (16,8 milioni di tonnellate) e nel porto di Taranto nello Ionio (17,5 milioni di tonnellate), i dati relativi al traffico delle merci consolidano il trend di crescita intrapreso che consente di superare nettamente non solo il 2020, anno fortemente connotato dalle restrizioni imposte dall’esplosione dell’emergenza sanitaria, ma addirittura il 2019. «Ed è solo l’inizio - commenta soddisfatto il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi -. Anche i dati dei primi mesi del 2022, nonostante il conflitto bellico in Ucraina, ci confermano che siamo riusciti a tenere testa anche al Covid. Le opere di infrastrutturazione, strutturali e digitali che abbiamo già avviato e quelle in cantiere, che partiranno a breve, ci consentiranno, nell’immediato futuro, di battere tutti i record, in tutti e cinque i nostri scali. Le statistiche ci dicono che la rotta intrapresa è quella giusta e che dobbiamo continuare a solcarla». «I porti - conclude Patroni Griffi - sono “generatori e moltiplicatori” di relazioni e, non risentendo di limiti geografici e fisici, fungono da veri poli nevralgici da cui possono dipanarsi numerose opportunità per rafforzare il sistema economico dei territori interessati».

Volendo entrare più nello specifico, analizzando i dati del biennio 2020 e 2021, sembra essersi consolidata una forma di specializzazione per i principali porti pugliesi: a Taranto sono state movimentate 4,34 milioni di tonnellate di rinfuse liquide (ad esempio il petrolio) e solide (come carbone, minerali, granaglie), quasi il doppio di quanto movimentato da tutti gli altri porti pugliesi sommati tra loro (2,94 milioni di tonnellate).

Il porto di Bari, invece, primeggia tra i porti pugliesi per la categoria «merci varie» (4,13 milioni di tonnellate) ed è prima anche per passeggeri di traghetti e crociere (1 milione e 872mila), seguito, a distanza, da quello di Brindisi (606mila). Nel 2021 è stato superato lunga il tetto di un milione di passeggeri traghetti transitati che si traduce in un +77,5%, rispetto al 2020.

I territori del sistema, inoltre, hanno accolto circa 250mila croceristi che hanno viaggiato a bordo delle 125 navi da crociera che nel 2021 hanno scalato i porti dell’Adriatico Meridionale. Ben 108 accosti in più rispetto al 2020. Per quanto riguarda invece il peso dei movimenti portuali sui complessivi movimenti portuali nazionali, la Puglia riveste un ruolo di primo piano nella movimentazione di rinfuse solide: nel biennio 2020-2021, almeno il 25% del traffico marittimo di questa categoria di merci è transitata per un porto pugliese; infatti, l’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio è seconda solo a quella della Mar Adriatico centro settentrionale (Ravenna).

Più modesto, invece, il contributo regionale al traffico nazionale di rinfuse liquide (dove primeggiano i porti del Friuli Venezia Giulia), merci varie (i porti in cui vi è maggiore movimentazione sono quelli del Mar Ligure occidentale e quelli calabresi) e passeggeri (in questo caso, prevalgono i porti dell’Autorità di sistema portuale dello Stretto). «I numeri ci hanno dato ragione - conclude il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi -, nonostante l’aggravio dei protocolli sanitari sulla normale operatività, da una parte, ed un irregolare andamento dei traffici, dall’altra, i porti pugliesi hanno dimostrato al meglio una grande capacità di tenuta, resistendo alla sferzata della crisi, rimanendo in gioco nonostante le numerose restrizioni, senza arrecare disagi alla mobilità dei passeggeri e delle merci. Siamo quindi pronti, in questo 2022, a riguadagnare il culmine della risalita e a guardare al futuro con maggiore ottimismo, consci del fatto che ci attendono nuove ed importanti sfide ma anche una pianificazione infrastrutturale ed una programmazione dei servizi ai passeggeri che possa conferire nuova linfa vitale e competitività, a livello internazionale, a tutti i nostri sei porti regionali»

/www.lagazzettadelmezzogiorno.it


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