Opere pubbliche, Giovannini (Mims): già allocato il 99% dei fondi del Pnrr

Dei 61 miliardi messi a disposizione dal Pnrr e dal Piano complementare, sono stati allocati il 99%. "L'allocazione delle risorse nel 2021 consentirà alle Stazioni appaltanti di avviare i lavori nel 2022", ha detto il ministro delle infrastrutture. “Nei prossimi 10 anni il Paese sperimenterà una profonda trasformazione, grazie agli investimenti senza precedenti per potenziare e modernizzare le infrastrutture e i sistemi di mobilità”

Il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, ha dichiarato che dei 61 miliardi messi a disposizione dal Pnrr e dal Piano complementare, sono stati allocati il 99%. E di questi, ammontano a 33,8 i miliardi di investimenti destinati alle regioni del Mezzogiorno. "L'allocazione delle risorse nel 2021 – ha spiegato ai microfoni di Radio Anch'io – consentirà alle Stazioni appaltanti di avviare i lavori nel 2022". Il ministro ha parlato anche del Ponte sullo Stretto di Messina, affermando che lo studio di fattibilità sulla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina prenderà in considerazione tre ipotesi: quella del progetto a campata unica di 10 anni che andrebbe rivisto, quello a più campate, meno impattante dal punto di vista ambientale e, infine, "l'opzione zero, cioè quella di non fare il ponte". Giovannini ha poi spiegato che lo studio valuterà sul piano economico se è ancora attuale l'ipotesi di affidarne la realizzazione ai privati in cambio dei pedaggi oppure se debba essere a carico dello stato. "Questo studio di fattibilità – ha concluso il ministro – verrà fatto da RFI attraverso una gara pubblica".

“Nei prossimi dieci anni il Paese sperimenterà una profonda trasformazione, grazie agli investimenti senza precedenti, non solo finanziati con i fondi europei, per potenziare e modernizzare le infrastrutture e i sistemi di mobilità secondo un modello di sviluppo sostenibile”, ha scritto Giovannini su Il Foglio. “Se con il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e con il Piano complementare sono stati assegnati a questo tema oltre 61 miliardi di euro, la legge di Bilancio 2022 ha assegnato ulteriori 36,1 miliardi di euro, consentendo di estendere al 2030, e oltre, gli investimenti per la mobilità urbana sostenibile, i trasporti ferroviari e stradali, la tutela delle risorse idriche, ecc.”. In particolare, – spiega il ministro – sono previsti “12,3 miliardi di euro dal 2022 al 2026, 11,1 miliardi di euro dal 2027 al 2030, 12,6 miliardi di euro dal 2031 al 2036. Nel complesso, nei prossimi dieci anni il ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili potrà contare su circa 100 miliardi di euro già stanziati, oltre che sui fondi ordinari, su risorse derivanti dal Fondo sviluppo e coesione 2021-27, senza considerare i fondi ordinari europei”.

Ammontano a 33,8 miliardi di euro gli investimenti destinati alle regioni del Mezzogiorno sui 61,4 miliardi delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e del Piano Nazionale Complementare (Pnc) assegnati al Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (Mims). Si tratta del 56% delle risorse allocabili territorialmente, una quota ben superiore al 40% da destinare al Sud prevista nel Pnrr. Se poi si considerano le sole risorse aggiuntive rispetto a quelle previste a legislazione vigente, la quota per il Sud degli investimenti di competenza del Mims sale al 63%, segno della chiara volontà del Ministero di accelerare il recupero del divario territoriale in termini di infrastrutture e mobilità che ancora penalizza le aree meridionali. "I forti investimenti in infrastrutture e mobilità previsti per il Mezzogiorno hanno l'obiettivo di ridurre le disuguaglianze tra le aree del Paese, sviluppare le interconnessioni ferroviarie, potenziare i sistemi portuali, ridurre l'inquinamento e migliorare la qualità della vita delle persone", ha commentato il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini. "Si tratta di interventi senza precedenti, basti pensare ai progetti per l'Alta Velocità ferroviaria Napoli-Bari, Salerno-Reggio Calabria e Palermo-Catania, che confermano la volontà del Governo di rispondere alle esigenze di aree finora penalizzate da una mancanza di investimenti protratta per anni e per favorirne lo sviluppo sociale e la competitività economica, oltre che a ridurre le disuguaglianze e accelerare la transizione ecologica".

Per il Ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna: "La collaborazione con il Ministro Giovannini ha dato finora risultati importanti per il Mezzogiorno, come dimostrano i 34 miliardi su 61 che il Mims ha destinato al Sud nel Pnrr. Le infrastrutture per la mobilità sono la chiave della riduzione dei divari Nord-Sud, e la progettazione legata al Pnrr può darci entro 5 anni opere attese da un ventennio. Nella mia visione – aggiunge il Ministro - il coronamento di questo impegno è la decisione su un progetto di più lunga scadenza, il Ponte sullo Stretto: lo studio di fattibilità ci dirà finalmente qual è la soluzione migliore per trasformarlo da sogno in realtà".

In particolare, è destinato alle regioni del Mezzogiorno il 48% delle risorse del Pnrr di competenza del Mims e il 75% delle risorse del Pnc. Per alcuni investimenti le allocazioni territoriali sono già individuate all'interno dei due piani, come quelle relative all'alta velocità ferroviaria per passeggeri e merci per le linee Salerno-Reggio Calabria (1,8 miliardi dal Pnrr per i lotti che saranno completati entro il 2026 e 9,4 miliardi da Pnc per il resto della tratta), Napoli-Bari e Palermo-Catania. Allo stesso modo sono già allocati dal Pnrr i fondi destinati al potenziamento e velocizzazione delle tratte ferroviarie che consentono le connessioni "diagonali", come la Roma-Pescara e la Taranto-Metaponto-Potenza-Battipaglia.

Per gli investimenti di competenza diretta o indiretta del Mims, la ripartizione e allocazione delle risorse su base regionale riguarda oltre 25 miliardi di euro. Di essi 13 miliardi (oltre il 50%) sono stati attribuiti alle regioni del Mezzogiorno. Un'attenzione particolare è stata rivolta alle misure per migliorare la mobilità e gli spostamenti locali, che interessano soprattutto lavoratori e studenti, e per ridurre l'inquinamento nei centri urbani. Vanno in questa direzione gli investimenti per 983 milioni di euro dedicati al Mezzogiorno per il rinnovo degli autobus extraurbani e urbani, così da migliorare la qualità dell'aria e ridurre le emissioni inquinanti, con particolare riguardo ai grandi Comuni e a quelli che presentano tassi di inquinamento più elevati.

Al Mezzogiorno va oltre il 50% delle risorse previste per lo sviluppo della mobilità ciclistica (urbana e turistica), il 74% delle risorse dedicate al potenziamento delle ferrovie regionali (oltre 2 miliardi su un totale di 2,7 miliardi). I territori del Sud beneficeranno anche del 100% delle risorse previste per i treni ‘Intercity verdi', pari a 200 milioni di euro. Una quota impostante di risorse è anche attribuita ai porti del Mezzogiorno, oltre 1,5 miliardi pari al 44% del totale nazionale di 3,4 miliardi e 80 milioni sono destinati al rinnovo e potenziamento delle navi che operano sullo Stretto di Messina. La totalità delle risorse del Pnrr destinata a interventi per favorire la competitività e lo sviluppo delle Zone economiche speciali (Zes), pari a 630 milioni di euro, è stata allocata nelle aree del Sud. Per migliorare le infrastrutture idriche sono state ripartite nelle regioni del Mezzogiorno risorse pari a 1 miliardo su complessivi 2 miliardi, mentre per la riqualificazione dell'edilizia residenziale pubblica e il progetto ‘Pinqua' sulla qualità dell'abitare le risorse del Pnrr e del Pnc assegnate al Sud ammontano a 2 miliardi su complessivi 4,8 miliardi, il 42%.

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