Il Nordest è strategico nelle reti Ue: Trieste fa l’en plein

Il Nordest è strategico nelle reti Ue: Trieste fa l’en plein, anche Venezia e lo scalo di Tessera sono “core”

Nella lista dei nodi Ten-T anche l’interporto di Padova e quello di Verona. I finanziamenti complessivi per l’Italia sono pari a 25,8 miliardi di euro


TRIESTE. Porti e aeroporti del Nordest sotto i riflettori dell’Europa. Bruxelles ha diffuso la lista completa dei nodi italiani inseriti nella revisione delle reti Tent-T della Commissione Europea, che comprende porti marittimi e di navigazione interna, nodi urbani, aeroporti, terminali ferroviario-stradali. In ballo ci sono finanziamenti per 25,81 miliardi messi a disposizione dal programma Cef (Connecting Europe Facility) nel periodo 2021-2027.

Il Nordest, in questo scenario, resta strategico. Il porto di Trieste, già connesso agli interporti di Padova e Verona, è l’unico a soddisfare tutti requisiti infrastrutturali richiesti in un elenco che comprende colossi come Rotterdam, Marsiglia e Amburgo. E ciò grazie avviene grazie alla promozione dell’interporto di Fernetti nella categoria rail-road terminals. Nella lista delle infrastrutture core (prioritarie) sono compresi in Veneto l’aeroporto e il porto di Venezia, i terminal ferroviari di Verona e Padova e nella rete stradale anche il Passante di Mestre.

Sul fronte aeroportuale nordestino è soddisfatto il presidente di Save, Enrico Marchi: «L’inserimento dell’aeroporto Marco Polo all’interno della rete core Ten-T è innanzitutto la conferma della centralità raggiunta dall’aeroporto stesso come uno dei tre aeroporti intercontinentali italiani. Consente poi a tutti noi in un momento complicato di guardare con fiducia al dopo pandemia nella certezza che riprenderemo con forza il cammino di sviluppo grazie anche ai finanziamenti Cef con i progetti infrastrutturali elaborati in termini di sviluppo sostenibile».

Il porto di Venezia, chiarisce Fulvio Lino Di Blasio, presidente dell’Autority, nell’ambito del Connecting Europe Facility (Cef) chiederà un cofinanziamento del 50% nell’ambito del piano operativo triennale al 2024: «I finanziamenti europei sono risorse necessarie per lo sviluppo di quei driver, fra cui la digitalizzazione, l’intermodalità, la sostenibilità, alla base dello sviluppo di un tessuto produttivo di primario rilievo e della tutela di un fragile e prezioso ambiente lagunare», sottolinea. Nella programmazione del Cef appena conclusa, il porto di Venezia ha già ottenuto 33.5 milioni per interventi a supporto fra l’altro della transizione ecologica, potenziamento dell’accessibilità marittima, ferroviaria e stradale.

Sul piano strategico nordestino lo stesso accordo recente fra la lega dei porti Napa-North Adriatic Ports Association (Venezia e Chioggia, Trieste e Monfalcone, Ravenna, Capodistria e Fiume) puntando a rafforzare la cooperazione trilaterale tra Italia, Croazia e Slovenia, si propone di accelerare le connessioni proprio alle reti Ten-T. E ciò non è sfuggito alla commissione che guarda con favore alla cooperazione transfrontaliera e alla creazione di un'unica rete transeuropea multimodale.

Per Roberto Tosetto, direttore dell’interporto di Padova, il modello Trieste integrato con una connessione diretta con gli interporti come Padova specializzato nei container, è un modello da seguire: «Purtroppo in Italia sarebbe necessario adeguare la rete ferroviaria alle regole europee che consentono di sviluppare connessioni con treni di maggiore portata (superiori ai 750 metri). Sarebbe necessaria una modifica strutturale della rete e delle modalità di trasporto altrimenti restiamo nel libro dei sogni».

Di rilievo la promozione di Fernetti, al confine con la Slovenia, che negli ultimi cinque anni è diventato un hub chiave per il sistema intermodale regionale, da un lato saldando nuove alleanze strategiche con l’entrata nel capitale di un importante player internazionale come Duisport, e dall’altro acquisendo il controllo di nuove aree come FREEeste a Bagnoli della Rosandra e Cervignano.

L’Autorità del Mare Adriatico Orientale guidata da Zeno Agostino incassa un buon risultato dopo avere sempre sostenuto l’integrazione della struttura di Fernetti quale fulcro retroportuale dello scalo: «L’interporto di Trieste si sta ritagliando un ruolo sempre più internazionle. Ma è anche un riconoscimento per l’investimento che abbiamo fatto sia all’interno della società che nelle altre aree che afferiscono all’Interporto», sottolinea D’Agostino.

La nuova mappa delle reti Ten-T è ora sul tavolo del ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini: «Gli impegni finanziari già assunti con il Pnrr e con la legge di bilancio per potenziare ferrovie, porti e la rete logistica del Paese potranno così essere rafforzati con ulteriori risorse europee».

PIERCARLO FIUMANÒ

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