Fs Italiane, investimenti per 12 miliardi l’anno per 10 anni per infrastrutture sostenibili e innova

Oltre alle risorse previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), il gruppo Fs Italiane prevede di impiegare investimenti tra i 10 e i 12 miliardi di euro l’anno per i prossimi dieci anni a uno scopo fondamentale: rendere l’Italia un Paese più sostenibile, digitale e innovativo. In questa strategia, ha spiegato l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Luigi Ferraris, «non ci sono solo le opere infrastrutturali ma treni, tecnologia, manutenzione. E’ una grande sfida che anche in casa nostra presuppone una accelerazione e lo sviluppo di competenze».

Trasformare le risorse finanziarie in competenze

Alla conferenza «Infrastrutture sostenibili: un bene comune», organizzata giovedì 21 ottobre da Intesa Sanpaolo a Villa Aurelia, a Roma, il focus degli incontri era il ruolo del Pnrr e dei paradigmi sociali, ecologici ed economici fondamentali per il rilancio del Paese. L’ad di Fs è intervenuto per ribadire l’obiettivo della società di favorire l’utilizzo del treno sia per le persone che per le merci, sempre più efficacemente integrato con altri vettori di trasporto sostenibili. «Dobbiamo lavorare sulla capitalizzazione delle competenze - ha ribadito -, ora abbiamo disponibilità finanziarie importanti, e dobbiamo lavorare sodo perché queste risorse vengano trasformate in persone, professionalità e know how. Se saremo bravi a capitalizzare queste competenze potremo esportarle anche all’estero».



Il treno è il mezzo di trasporto più efficiente dal punto di vista energetico e con il minor impatto ambientale. Un viaggio, ad esempio, emette mediamente in atmosfera il 78% in meno di anidride carbonica rispetto a un viaggio in aereo e il 71% in meno rispetto a quello in automobile. «Oggi non parliamo più di infrastrutture - ha commentato durante l’evento di Intesa Sanpaolo Enrico Giovannini, ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili - ma di infrastrutture sostenibili perché le infrastrutture o sono sostenibili o non sono. La sfida che abbiamo davanti non è solo costruirle, ma anche come». È poi intervenuta anche Mara Carfagna, ministro per il Sud e la Coesione Territoriale: «Il Pnrr è un vero cambio di paradigma: si stanno costruendo le condizioni per fare del Mezzogiorno l’habitat naturale per l’attività d’impresa nei prossimi 10 anni. E si fa questo sapendo di poter contare su uno Stato alleato e una rete logistica efficiente e moderna».


www.corriere.it

6 visualizzazioni